Il pericolo nascosto delle microplastiche
Le microplastiche sono minuscole particelle di plastica di piccolissime dimensioni. Negli ultimi anni sono diventate una presenza costante nell’ambiente: si trovano nell’acqua, nell’aria, nel suolo e negli alimenti. Studi scientifici recenti hanno dimostrato che queste particelle possono entrare anche nel corpo umano, sollevando crescenti preoccupazioni per la salute. Ma ecco cosa ci dicono in sintesi gli esperti ricercatori.
Presenza nell’organismo. Le microplastiche possono essere assorbite principalmente attraverso l’ingestione di cibi e bevande contaminati e tramite l’inalazione di particelle presenti nell’aria, soprattutto in ambienti chiusi. Analisi scientifiche hanno rilevato la loro presenza nel tratto gastrointestinale, nel sangue, nei polmoni e persino nella placenta, indicando la capacità di attraversare importanti barriere biologiche.
Effetti infiammatori. Una volta entrate nell’organismo, le microplastiche possono provocare infiammazione dei tessuti e stress ossidativo, un processo che danneggia le cellule e può contribuire allo sviluppo di patologie croniche. L’infiammazione persistente è infatti un fattore di rischio per numerose malattie.
Nell’apparato digerente. Nel sistema digestivo, le microplastiche possono interferire con il microbiota intestinale, alterando l’equilibrio dei batteri benefici. Questo squilibrio può aumentare la permeabilità intestinale e favorire disturbi gastrointestinali, oltre a indebolire il sistema immunitario.
Veicolo di sostanze tossiche. Un aspetto particolarmente preoccupante è la capacità delle microplastiche di assorbire e trasportare sostanze nocive presenti nell’ambiente, come pesticidi, metalli pesanti e composti chimici industriali. Inoltre, rilasciano additivi chimici utilizzati nella produzione della plastica.
Il sistema ormonale. Molti dei composti associati alle microplastiche sono classificati come interferenti endocrini, sostanze in grado di alterare il normale funzionamento del sistema ormonale. Queste interferenze possono influenzare la fertilità, lo sviluppo fetale, la pubertà e aumentare il rischio di disturbi metabolici.
Il sistema respiratorio. Le microplastiche presenti nell’aria, soprattutto quelle generate dall’usura di tessuti sintetici e materiali plastici, possono depositarsi nei polmoni. Ciò può causare irritazione, infiammazione e aggravare patologie respiratorie preesistenti come l’asma.
Le prospettive future. Nonostante le numerose evidenze, la ricerca è ancora in corso. Non è stata stabilita una dose sicura di esposizione e gli effetti a lungo termine dell’accumulo di microplastiche nell’organismo non sono ancora completamente noti. Sono in fase di studio possibili collegamenti con malattie neurologiche e tumorali.
Come ridurre l’esposizione. Pur essendo difficile evitarle completamente, è possibile ridurne l’assunzione adottando alcune precauzioni quotidiane:
- preferire acqua e bevande conservate in contenitori di vetro o acciaio;
- evitare di riscaldare cibi in contenitori di plastica;
- limitare il consumo di alimenti ultra-processati;
- arieggiare frequentemente gli ambienti domestici;
- scegliere tessuti naturali come cotone e lana.
Conclusione. Le microplastiche rappresentano una nuova sfida per la salute pubblica. Sebbene siano necessari ulteriori studi per comprenderne pienamente gli effetti, le evidenze attuali suggeriscono la necessità di ridurre l’esposizione e promuovere politiche ambientali più sostenibili, a tutela della salute umana e dell’ecosistema.