Noi, nati dalle stelle
C’è un’idea che continua a esercitare un fascino potente: che la materia di cui siamo fatti non abbia avuto origine sulla Terra, ma molto prima, in qualche regione lontana dell’universo. Per lungo tempo è rimasta un’intuizione poetica; oggi, invece, trova un riscontro concreto.
Si apprende da fonti scientifiche autorevoli che ricercatori giapponesi hanno analizzato minuscoli campioni dell’asteroide Ryugu, riportati a terra dalla missione Hayabusa2: appena cinque grammi e mezzo di polvere spaziale, sufficienti però a offrire indizi preziosi. Al loro interno sono state identificate tutte e cinque gli elementi (le nucleobasi) che costituiscono il DNA e RNA, nel concreto i mattoni fondamentali della vita. Non è la prima volta che si trovano molecole organiche nello spazio, ma è la prima in cui compare l’intero “alfabeto genetico” fuori dalla Terra. L’analisi tecnica scientifica esclude possibili contaminazioni, confermandone quindi l’origine extraterrestre. L’asteroide Ryugu appare così come una capsula del tempo cosmica. Il fatto che contenga le basi della vita suggerisce che questi ingredienti esistessero già prima che la Terra fosse abitabile, forse trasportati qui da asteroidi simili.
Tuttavia, la scoperta non spiega ancora come sia nata la vita, ma chiarisce un punto: le molecole fondamentali per la vita non dovevano formarsi sulla Terra. Erano già presenti nello spazio. E mentre cerchiamo di capire come la chimica sia diventata biologia, emerge una prospettiva sempre più chiara: in un certo senso, la nostra storia comincia tra le stelle.